Vlad III – Il secondo regno di Vlad III Dracula

Il secondo periodo di regno di Dracula si estese dal 1456 al 1462. La capitale della Valacchia era la città di Tirgoviste mentre il castello di Dracula venne costruito ad una certa distanza tra le montagne vicino al fiume Arges. Vlad trovò la Valacchia in uno stato miserabile: la guerra continua aveva provocato il dilagare della criminalità, la produzione agricola era ridotta ed il commercio era scomparso. Occorreva ristabilire l’ordine, la prosperità ed una economia stabile, indispensabile per resistere ai nemici esterni. Quando arrivò al potere, Vlad III Dracula, sapeva che la causa principale delle condizioni miserabili della Valacchia era dovuta all’oziosità dei Boiardi e sapeva anche che questi avevano congiurato per ottenere la morte di suo padre e di suo fratello maggiore. La maggior parte delle più raccapriccianti atrocità associate con il nome di Dracula si svolsero in questi anni. A Vlad occorse quasi un decennio per vendicarsi dei Boiardi; completò l’operazione una Domenica di Pasqua intorno al 1457. I Boiardi più anziani e le loro famiglie furono immediatamente impalati. Da quel momento venne chiamato da tutti “Vlad l’Impalatore”. Vlad intendeva stabilire il suo potere su una base moderna e assolutamente sicura. Vlad l’Impalatore diede le posizioni nel suo consiglio, tradizionalmente appartenenti ai boiardi più anziani, a persone di origini oscure, che sarebbero state fedeli a solo lui. Per gli incarichi minori, Vlad l’Impalatore sostituì i boiardi con cavalieri, contadini liberi ed alcuni stranieri. Dal momento che i Boiardi della Valacchia erano legati ai Sassoni di Transilvania, nel 1459 Vlad agì anche contro di loro, eliminando i loro privilegi commerciali, razziando e incendiando le città di Sibiu, Brasov e Kronstadt ed impalando i loro abitanti sulle colline circostanti. La lotta contro i Sassoni era motivata sia dalla necessità di proteggere il commercio della Valacchia, sia perché loro davano supporto ad altri pretendenti al trono della Valacchia. Dracula doveva stare costantemente in guardia contro i seguaci del clan Danesti. Diversi membri di questo clan morirono per mano di Dracula. Vladislav II venne ucciso poco dopo che Dracula salì al potere nel 1456. E’ molto probabile che le sue incursioni in Transilvania erano volte a catturare altri potenziali pretendenti al trono. Diversi membri della famiglia Danesti morirono per mano di Vlad l’Impalatore, tra cui un principe Dan III, sospettato di aver preso parte all’assassinio di suo fratello Mircea. Vlad l’Impalatore lo condannò a morte e lo costrinse a a scavarsi una fossa e leggere il suo necrologio in ginocchio, prima di gettarvisi dentro. Vlad l’Impalatore poi ordinò che migliaia di cittadini del principe, che avevano dato riparò al suo rivale, venissero impalati. Fu anche durante questo periodo che Dracula svolse le sue più famose prodezze militari contro i turchi. Nel 1459 la Valacchia controllava il suo lato del Danubio, ma anche il sultano Maometto II voleva avere il controllo del fiume, visto che, attraverso il fiume, da tutto il Sacro Romano Impero potevano essere lanciati gli attacchi navali contro il suo impero. Il 26 settembre 1459, Papa Pio II chiese una nuova crociata contro gli ottomani e il 14 gennaio 1460, al congresso di Mantova, il Papa proclamò ufficialmente una crociata della durata di tre anni. Tuttavia l’unico leader europeo che mostrò entusiasmo per la crociata fu Vlad l’Impalatore, che il Papa teneva in grande considerazione. Nello stesso anno Maometto II inviò da Vlad i suoi ambasciatori, perché ritardava a pagare il tributo di 10.000 ducati e 500 giovani ragazzi da mandare in Turchia. Vlad si rifiutò di pagare i tributi ai turchi e, per provocare il sultano fece inchiodare il copricapo alla testa degli ambasciatori che si erano rifiutati per motivi religiosi di scoprirsi in sua presenza, iniziando una crociata personale con il supporto del Re d’Ungheria Hunyadi Matyas.

Nel frattempo, il Sultano ricevette un rapporto dalle sue spie che lo informava dell’alleanza di Vlad l’Impalatore con il Re d’Ungheria Hunyadi Matyas. Il sultano sapeva di non poter fermare l’alleanza, così tentò di rapire Vlad l’Impalatore con un pretesto. Egli inviò il bey di Nicopoli, Hamza Pasha, per mettere in scena un incontro diplomatico con Vlad l’Impalatore a Giurgiu, ma con l’ordine di fargli un’imboscata e, successivamente, portarlo a Costantinopoli: “non importa come: con trucchi, sotto giuramento,Vlad 4 o qualsiasi altra specie di trappola”. Vlad l’Impalatore venne avvisato dell’agguato ed organizzò un altro agguato a suo vantaggio. Hamza Pasha portò con sé 1.000 cavalieri e quando attraversò il passaggio di Giurgiu, Vlad l’Impalatore lanciò un attacco a sorpresa. I valacchi circondarono i turchi e, con i loro fucilieri, spararono sulla spedizione fino a che quasi tutti vennero uccisi. I piani turchi erano stati sventati e quelli che erano stati catturati, vennero impalati; ad Hamza Pasha toccò il palo più alto, visto il suo alto rango. Nell’inverno tra il 1461 ed il 1462, Vlad sferrò un attacco a sorpresa a sud del Danubio, si mascherò come un turco, catturò la fortezza e la distrusse. Vennero uccisi oltre 24.000 turchi, impalati e impiccati a comporre una terrificante foresta di cadaveri. In una lettera a Hunyadi Matyas, datata 2 febbraio, scrisse: “Abbiamo ucciso uomini e donne, vecchi e giovani … 23.884 turchi e bulgari senza contare quelli che abbiamo bruciato vivi nelle loro case o le cui teste non sono state conteggiate fuori dai nostri soldati …”. I cristiani vennero risparmiati e molti di loro furono trasferiti in Valacchia. durante questo conflitto, la prima moglie di Vlad incontrò la morte. Vlad aveva sposato una nobildonna della Transilvania, dalla quale ebbe almeno un figlio, Mihnea cel Rau, che più tardi sarebbe stato principe di Valacchia (1508-1510). La prima moglie di Vlad l’Impalatore morì durante l’assedio del Castello Poienari, che era stato circondato dall’esercito ottomano guidato da Radu. Un arciere, dopo aver visto dietro una finestra l’ombra della moglie di Vlad l’Impalatore, tiro una freccia con un messaggio in cui avvisava Vlad l’Impalatore che l’esercito di Radu si stava avvicinando. L’arciere turco era una spia di Vlad l’Impalatore che si era convertito all’Islam per sfuggire alla schiavitù. Dopo aver letto il messaggio, la moglie di Vlad l’Impalatore, si gettò dalla torre in un affluente del fiume Arges che scorreva sotto il castello. Secondo la leggenda, si dice che lei: “avrebbe preferito che il suo corpo marcisse e fosse mangiato dai pesci dell’Arges, piuttosto che essere condotto in una prigione turca”. Oggi, l’affluente si chiama Raul Doamnei (il “fiume della Madonna”, in memoria della principessa suicida). Nell’aprile del 1462, il sultano Maometto II organizzò un esercito di circa 60.000 uomini e 30.000 irregolari sferrò una controffensiva e, attraversando il Danubio, si diresse verso Targoviste. Maometto II venne salutato da una foresta di pali sui quali Vlad l’Impalatore aveva impalato l’esercito ottomano precedente. Vlad l’Impalatore non fu in grado di fermare gli ottomani che occuparono la capitale Târgoviste il 4 giugno 1462. Successivamente, fece ricorso alla guerriglia, con piccoli attacchi e imboscate. Il più famoso di questi attacchi avvenne durante la notte tra il 16 ed il 17 giugno, quando l’armata di Vlad l’Impalatore attaccò, provocando il panico nel campo principale turco, e dove lo stesso Vlad l’Impalatore tentò di assassinare Maometto, anche se il tentativo di assassinio fallì.

L’attacco di Vlad l’Impalatore fu celebrato tra le città Sassoni della Transilvania, da Genova e da Venezia ed anche dal Papa. Un inviato da Venezia, dopo aver appreso la notizia presso la corte di Hunyadi Matyas, espresse grande gioia e disse che tutta la cristianità doveva celebrare la vittoriosa campagna di Vlad l’Impalatore. Anche i Genovesi, da Caffa, ringraziarono Vlad l’Impalatore, perchè la sua campagna li aveva salvati da un attacco di circa 300 navi che il sultano aveva pensato di spedire contro di loro. Molti turchi ora temevano Vlad l’Impalatore e lasciarono la parte europea del loro impero per trasferirsi in Anatolia. Non essendo in grado di sottomettere Vlad l’Impalatore, e demoralizzati alla vista dei loro compagni impalati, gli Ottomani abbandonarono la Valacchia e lasciarono il fratello di Vlad l’Impalatore, Radu, come responsabile della guerra. Radu finalmente riuscì a costringere Dracula a fuggire in Transilvania nel 1462. Radu conquistò anche la fiducia della nobiltà che era stata allontanata da Vlad e, nel mese di agosto 1462, concluse un accordo con Hunyadi Matyas che, a Buda, imprigionò Vlad l’Impalatore, e lasciò a Radu il trono della Valacchia.

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