Savonarola – Il falo’ delle vanità

Dopo la morte di Lorenzo de Medici  Savonarola, ormai in un contesto di vuoto di potere, cominciò a lanciare le sue infiammate prediche dal pulpito del duomo di Firenze, censendo la profana arte fiorentina e, nel contempo, denigrando l’aspetto troppo mondano della Chiesa. Il 7 di febbraio Girolamo Savonarola compì il suo primo gesto esemplare con Il falò delle Vanità  presso Piazza della Signoria a Firenze. Vennero date alle fiamme cose peccaminose, libri, gioielli, vestiti, sculture, pitture, strumenti musicali, canzoni profane, specchi, cosmetici. Le intenzioni del Savonarola erano quelle di arrestare la corruzione imperante a Firenze, ma i modi non erano certamente quelli di un paladino delle libertà.

falò-delle-vanità
Savonarola non solo predicava contro i lussi – “Tu vorresti roba: vivi secondo Dio e parcamente e non volere le pompe, e le vanità, ed a questo modo, risparmierai ed avrai più roba” (dalle Prediche italiane ai Fiorentini) – e le mondanità del tempo, ma imponeva anche alla città una moralità estremamente stretta che gli derivava dalla sua peculiare interpretazione del cristianesimo.

Tratto da Gliiscritti.it

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